Una ricerca sull'ambiente nei dintorni di Tricesimo, eseguita da alunni della Sms di Tricesimo nell'ambito del Tempo Prolungato


Il Cormôr e il suo bacino idrografico


L'area marrone identifica il bacino del Cormôr

Il torrente Cormôr nasce ai piedi del monte di Buia, al centro dell'anfiteatro morenico del Tagliamento.

Nella parte iniziale del suo corso, fino a Udine, scorre in una valle a forma di "U", di origine glaciale, da noi chiamata "Valle del Cormôr", delimitata da modeste colline moreniche.

Ha come affluente principale di sinistra il torrente Soima che esce canalizzato con il nome di canale Urana-Soima dalla palude bonificata di Bueriis, alimentata un tempo dalle acque del torrente Urana, che scende dalle colline di Tarcento.
Da destra riceve vari ruscelli che convogliano nel fiume le acque della zona di Colloredo di Montealbano e di Pagnacco; in particolare il rio Cornaria raccoglie le acque delle paludi intramoreniche di parte del territorio di Pagnacco.

Ha un regime molto irregolare, legato sia alle precipitazioni sia alla natura del suolo.

 
Il percorso

Acque stagnanti ad Ara (fine maggio)

Il torrente scorre in direzione nord-sud, dentro ad un letto prevalentemente costituito da ciottoli, ghiaie e sassolini, con percorso piuttosto tortuoso, cioè ricco di curve.

Nel tratto tra Buia e Udine passa

  • a ovest di Treppo Grande e di Vendoglio;
  • a est di Colloredo di Monte Albano;
  • a ovest di Ara Piccola, di Ara Grande e Felettano;
  • a est di Pagnacco, dove finisce il tratto della Valle.


Il letto ai piedi di Fontanabona (fine maggio)


Entrato nell'alta pianura, scorre

  • a ovest di Feletto Umberto, dove costeggia l'autostrada A 23;
  • a ovest di Udine, nei sobborghi di Cormor Alto e Cormor Basso
  • a ovest di Zugliano e di Pozzuolo del Friuli;
  • a ovest di Mortegliano.



Poichè l'alta pianura è formata da materiali grossolani (terreno permeabile), nei periodi poco piovosi il fiume è in secca; solo dove affiorano strati di argilla, si formano pozze di acque stagnanti.

Nella zona da noi osservata, se le piogge sono abbondanti, il torrente trasporta una grossa quantità d'acqua; se invece le piogge scarseggiano, la quantità d'acqua diminuisce fino a scomparire completamente a causa della permeabilità del terreno.


Nella bassa pianura in passato il fiume moriva nella palude di Mortegliano.
Dopo la grande guerra il Cormôr è stato arginato artificialmente fino al mare: il terreno argilloso, che era coperto dalle acque stagnanti, è stato bonificato mediante la costruzione di canali di drenaggio che convogliano l'acqua nel fiume.

Poichè il letto è impermeabile, cioè costituito da argilla e limo, l'acqua non viene assorbita dal terreno, e il fiume ha un regime più costante ed è più ricco d'acqua.


Il Cormôr a Mortegliano in inverno

Regolazione del corso a sud di Mortegliano
Osservazioni

Nel mese di marzo, quando abbiamo effettuato un'escursione nella Valle, abbiamo notato che

  • nel letto scorreva acqua perchè nei giorni precedenti erano cadute molte piogge;
  • in prossimità del fiume le zone più basse erano ricoperte dal fango e ancora intrise d'acqua (evidentemente il fiume era straripato);
  • a un'altezza di 2 metri circa sopra il livello del fiume erano appesi dei brandelli di nylon, erbe e foglie secche, ramoscelli (evidentemente in precedenza l'altezza dell'acqua era salita fino a quel punto);
  • il materiale depositato nelle zone di esondazione era costituito da limo, humus sottilissimo e polveri;
  • anche la carrareccia che si snoda sul fondo della valle era stata in parte coperta dall'acqua;
  • il fiume al centro presentava delle increspature, che lungo le sponde non si vedevano: infatti l'attrito rallenta la corsa dell'acqua sul fondo, ma non in superficie, dando origine a dei mulinelli.



Tricesimo, aprile 2005
Testo e immagini sono opera degli alunni della 1ª A (a.s. 2000/01); l'impaginazione per il web è stata rivista durante l'attvità di laboratorio web