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Il 17 marzo con la mia classe e gli alunni di prima A sono andata a visitare la valle del Cormor: in corriera abbiamo raggiunto una parte dell’Ippovia e poi abbiamo proseguito a piedi. Dopo i primi passi si sentiva “profumo di fiume” nell’aria!
Una guardia forestale ci ha radunati per parlare delle piantine che si trovavano sotto ai nostri piedi: era “aglio murfinas”, una piantina dalle foglie larghe e allungate con un forte odore di aglio. Poi il signore ci ha spiegato che la parola “Ippovia” significa Strada per cavalli, ed è ricoperta da sassi perché i cavalli con gli zoccoli rovinano l’asfalto. L’Ippovia è infatti percorsa da cavalli, oltre che da persone che passeggiano e vanno in bicicletta.
Noi abbiamo proseguito e siamo arrivati in un grande prato dove ci sono tanti tipi di alberi: la quercia e il carpino bianco sono le specie più nobili. Il bosco è una successione di evoluzioni di natura: la guida ci ha spiegato che in circa cento metri quadri ci sono più di cento specie di animali diversi tra cui gli scoiattoli con il pelo scuro, fatti così per opera del melanismo.
«Durante l’era glaciale» diceva la guida «Il posto dove siete seduti voi era sepolto da 500 metri di ghiaccio. Ricordate poi la chiesetta di S. Martino che avete visto prima? Ecco, quella è stata costruita nel 1500 d. C.!».
Proseguendo, abbiamo trovato una piccola altana nascosta tra gli alberi e la guida ci ha detto che serviva ai cacciatori per avvistare e uccidere gli ungulati.
Oltrepassato il prato, siamo entrati in una boscaglia con una specie di radura al centro. Lì, io e la mia amica Erika abbiamo visto un fiore stupendo con i petali verdi più o meno come quelli di un’orchidea. La guida ci ha detto: «Brave! Avete trovato l’Elleboro! ». Noi l’abbiamo fotografato in tutte le sue posizioni.
Proseguendo siamo passati dentro una grotta e al di là c’era un fiume. Ho chiesto se ci sono pesci e la guida ha detto che ci sono molti gamberetti d’acqua dolce. Poi ci siamo seduti su un prato e abbiamo finalmente fatto merenda.
Abbiamo ripreso la camminata e una guida ci ha spiegato le funzioni del bosco: produttiva, ecologica, idrogeologica e ricreativa. Ci ha anche detto quali piante sono state importate e quali no.
Alla fine siamo tornati alla corriera. Io penso che ritornerò lungo l’Ippovia con mamma e papà una mattina della prossima estate, così avrò la possibilità di vedere qualche animale. Spiegherò i nomi delle piante a papà, così lui mi dirà se le conosce. Devo ringraziare la scuola e le guide che ci hanno insegnato tante cose nuove!!
Ilaria De Crignis classe 1B |