Il Burundi: cuore nel cuore dell'Africa (seconda-parte) PDF Stampa E-mail
Domenica 31 Gennaio 2010 21:47

burundi 013

Il 30 novembre scorso le classi terze della scuola secondaria di Reana del Rojale hanno incontrato la signora Teresa Zearo, che ha vissuto per tredici anni in Burundi per prestare aiuto a questa popolazione in qualità di infermiera. Grazie a lei a settembre è stato possibile allestire presso la galleria Soleluna la mostra dal titolo Cuore nel cuore dell'Africa costituita da materiale fotografico e oggetti di artigianato locale.

Durante l'incontro ha raccontato in maniera semplice ma efficace la sua esperienza in questo Paese, così lontano da noi, così diverso dal nostro ma molto ricco di umanità. Attraverso la visione di diapositive gli alunni hanno potuto rendersi conto delle molteplici differenze, della semplicità e povertà della vita di questo popolo, ma le immagini evidenziavano volti sorridenti nonostante la difficoltà quotidiana del vivere con poco. Teresa quindi ha aperto una riflessione sulla nostra società attuale: nei paesi del Nord del mondo il benessere è l'elemento caratterizzante. Infatti tutti dispongono di beni anche superflui, ma non è così frequente vedere volti gioiosi e avvertire nello sguardo della gente calore umano. Il Burundi, così come tanti altri paesi del Sud del mondo, caratterizzato da una speranza di vita molto bassa (40/45 anni), da malattie anche banali ma spesso mortali, da conflitti interetnici (spesso alimentati dai paesi occidentali), da malnutrizione, invece è un cuore pulsante di umanità, di autentica solidarietà. Solo un esempio per illustrare questi ultimi aspetti: i Burundesi, pur di non offendere gli amici, sono disposti anche a sostenere ciò che questi vogliono sentirsi dire, cedendo così alla tentazione di qualche innocua bugia. Quanti di noi si pongono il problema di non ferire l'altro, anche noi ragazzi a scuola che talvolta non abbiamo questa sensibilità nei confronti dei compagni?

Si tratta di spunti di riflessione che dovrebbero indurci a migliorare le relazioni col prossimo. L'incontro è servito a far riconsiderare aspetti della nostra vita quotidiana così piena di oggetti, di opportunità, di parole (anche attraverso mezzi tecnologici), ma poco attenta all'ascolto dell'altro. A questo proposito ancora un esempio per sottolineare la diversità tra noi e loro: essi ci rappresentano con la bocca grande e le orecchie piccole, perché parliamo molto, ma non siamo disponibili all'ascolto.

Nell'aula dove è avvenuto l'incontro, Teresa aveva selezionato fotografie, giocattoli, oggetti, ricordi della sua permanenza in Burundi per condividere con i ragazzi frammenti di vita. Alcuni di questi hanno suscitato meraviglia (come l'elica realizzata con strisce di carta, l’automobilina e un elicottero giocattolo creati utilizzando tubicini di alluminio) e stupore (come il nido di un Uccello Tessitore o una “stoffa” ottenuta attraverso la lavorazione della corteccia di un particolare albero).

A conclusione, i ragazzi hanno posto alcune domande. Questo percorso è stato seguito da un ulteriore e breve incontro con la relatrice, finalizzato a esprimere una valutazione dell'esperienza e a raccogliere i titoli, da attribuire a questo lavoro, che gli alunni avevano ideato.

Ecco alcune proposte:
burundi 002

 

Uno stato povero, ma ricco nel cuore
Il mondo, l’amore, le difficoltà nel Burundi
Un pezzo del puzzle dell’Africa: il Burundi
Una piccola terra ricca di allegria
Un sorriso tra le difficoltà
Grandi cuori nell’Africa
L’amico che non ha niente è l’amico che ha tutto
Felici anche se poveri

[…]

a cura del Laboratorio Pagina web