| UN AQUILONE MOLTO PARTICOLARE: IL PARASLED |
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| Scritto da Stefano |
| Giovedì 05 Marzo 2009 08:41 |
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I miei compagni di classe e io eravamo molto sorpresi e emozionati perché non avevamo mai visto una cosa del genere, cioè un aquilone che fosse in grado di fare acrobazie nell'aria senza rompersi e che si potesse poi accartocciare e mettere in tasca con facilità. Un paio di forbici, un rotolo di scocht, un po' di spago, due sacchetti per le immondizie, del nastro telato, un pennarello indelebile: questo è l’occorrente per dare vita al parasled. Ma non solo! Per costruirlo abbiamo avuto bisogno anche di appositi stampi chiamati “Dima” esclusivamente edificati dal professor Zamò. In due ore abbiamo costruito i nostri ventiquattro parasled, aiutandoci a vicenda quando, senza il minimo sbaglio, dovevamo attaccare con lo scocht le tasche dell’aquilone perché era fondamentale es Molti di noi hanno lavorato con calma e attenzione, altri invece hanno messo a dura prova la loro pazienza e sono stati costretti a ripetere più volte i passaggi per la costruzione del parasled: erano proprio irrequieti! Ci attendeva poi la parte più bella del nostro duro lavoro… far volare i nostri aquiloni!! Andammo assieme agli insegnanti Maiero e Zamò a farli volare nel campo sportivo. I nostri parasled sono andati molto in alto fino a superare i cinquanta metri sopra le nostre teste: sembravano tante farfalle molto colorate! Ma il super divertimento doveva ancora arrivare... fare delle battaglie con i nostri parasled! Poveri aquiloni, sono rimasti vittime della strage della prima B, però tra fili ingarbugliati e parasled mal conci, il divertimento non era mai troppo!! Credo che questa esperienza vissuta assieme ai miei compagni e ai miei insegnanti sia stata unica e per questo ho deciso di raccontarla. Valentina Roberti |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Marzo 2009 18:48 |




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