Un grazie di cuore PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano   
Giovedì 23 Aprile 2009 07:57

Da 10 anni l’ANPI di Tricesimo organizza interventi nelle classi III della scuola media, per rimarcare, piacenza 300 x 214mediante testimonianze dirette, i grandi valori dell’antifascismo e della democrazia affermati con il movimento di Liberazione nazionale italiana.

Quest’anno, in preparazione della celebrazione del 25 aprile, abbiamo avuto il piacere di ospitare il presidente onorario dell’Associazione, professor Luigi Raimondi Cominesi.

Il suo intervento ha stimolato in noi molti spunti di riflessione raccolti ed espressi nella seguente lettera di ringraziamento…

Un grazie di cuore..

Le siamo grati per aver ripercorso assieme a noi, III B della scuola media di Tricesimo, la Storia italiana dal 1920 al 1945, dall’avvento del Fascismo, alla seconda guerra mondiale fino alla Resistenza,...le quattro ore passate ad ascoltare le sue storie sono volate in un momento!

E’ raro trovare persone che raccontano, ancora con tanta passione e in modo così coinvolgente, una parte tanto significativa della loro vita...ed è importante che sentano il bisogno di trasmetterla a noi giovani...

La storia non insegna...ma si ripete!

Le vicende da lei raccontate erano molto tristi, poiché narrano dei fatti reali di razzismo, distruzione, dolore e guerra accaduti nel nostro Paese poco più di mezzo secolo fa.

Noi non ce ne rendiamo conto perché viviamo in un periodo di pace e di benessere, sentiamo però, per mezzo della televisione e dei giornali, che c’è tuttora molto dolore e ingiustizia nel mondo, anche se queste vicende le sentiamo lontane.

Lei, invece,.....

.... ci ha fatto notare che queste situazioni di disagio ci furono anche in Italia, dove furono represse, con la forza, idee rivoluzionarie, o semplicemente diverse da quella dominante, che c’era distinzione di sesso e non tutti i cittadini avevano gli stessi diritti, per esempio quello al lavoro..

E mi sembra di conoscere meglio la politica di Mussolini, cogliendone le parti buone, le cattive e le conseguenze di entrambe.

Dalle sue parole, noi tredicenni, abbiamo potuto capire, o per lo meno intuire, cosa si provava al fronte o sulle montagne, con un fucile in spalla ed un elmetto in testa, e soprattutto quali emozioni e reazioni provava chi indossava le vesti del soldato: molti potevano sentire intenso orgoglio e attaccamento alla Patria e agli Ideali, ed erano disposti a sacrificarsi con onore in battaglia. Ma non tutti, però, sentivano questo, capitava che qualcuno si chiedesse perché avrebbe dovuto uccidere un suo simile, solo perché parlava un’altra lingua, o indossava la divisa di un altro colore, o perché credeva in un altro modo di organizzare la società e lo Stato: essi coltivavano l’immagine, forse illusoria, di un mondo senza armi, né filo spinato, ma poi, ad un tratto, dovevano piegarsi alla realtà della guerra, dovendo amaramente accettare quanto l’uomo potesse abbassarsi al livello di bestia selvaggia e crudele!

Sicuramente la storia che lei ci ha spiegato ha un altro sapore rispetto a quella scritta sui libri, perché lei l’ha provata sulla sua pelle... immagino, per esempio, quanto sia stato duro per lei abbandonare di punto in bianco le persone a lei care e i suoi studi per partire in guerra...per di più una guerra di aggressione, nemmeno di difesa...

Purtroppo queste amare vicende sono causate dall’uso scorretto della ragione umana, che dovrebbe, invece, farci finalmente capire che gli errori commessi nel Passato non dovrebbero più ripetersi!

Infatti sono ormai trascorsi più di 60 anni dai fatti e dalle emozioni dolorose di quei tempi...e l’UOMO dimentica...

Conoscere e pensare richiede sforzo e fatica, e tanti di noi si lasciano tentare dall’ignoranza, cedendo alla comodità degli stereotipi per semplificare la complessità dei rapporti umani e degli eventi che ne derivano...

Un altro rischio dittatura

...quando non ci sarà più nessuno, come lei, a testimoniare che “ ciò è stato” potremo cadere preda delle astuzie di un altro dittatore, che in modo strisciante ci renderà schiavi, decidendo per noi...

Ma ciò potrà non accadere mai se saremo capaci di preservere gli ideali...

Preservare gli ideali

...se preserveremo gli ideali che hanno accompagnato la ri-costruzione dell’Italia post-fascista:

Democrazia

Libertà per tutti

Eguaglianza

Niente più discriminazione

Pace duratura...

Utopie o realtà?

...certo utopie... Ma se non proviamo almeno a realizzarle rischieremo la nostra dignità umana...

La ricetta non è difficile da seguire: pensare con la propria testa, amare se stessi, il prossimo e il proprio Paese..

“ non disprezziamo il nostro Paese, ma amiamolo e aiutiamolo nei momenti difficili” cosi lei ha detto...e io sono d’accordo

Mi ha colpito di lei...una vita, a dir poco, storica!

Mi rallegro per la sua euforia, la sua dinamicità la sua voglia di continuare a conoscere a sapere: ho scoperto che la vecchiaia non è così brutta come sembra, se la vivrò come la vive lei!

Credo che lei abbia frequentato posti angusti e abbia percorso a piedi vasta parte dei territori europei, dalle montagne alle steppe, con una borraccia e il fucile in spalla... e ne conserva lucidamente il ricordo, assieme a quelli della sua infanzia, come quando si trova con la sua famiglia in Carnia, seduto su un tronco davanti a una cascina!

Ricorda i nomi dei principali candidati politici alle elezioni del 1924, dal comunista al liberale, e ha saputo illustrarci con dovizia di particolari le strategie degli attacchi aerei tedeschi, inglesi, americani e italiani.

Nonostante la sua età, sembra un giovincello che vive assaporando la vastità del sapere...

È rincuorante vedere un uomo di 87 anni con tale vitalità... Non so chi si sia divertito di più in classe..

La sua grinta ed energia non finiva mai...

... la sua grande passione era talmente viva... da riuscire a coinvolgerci!

Inoltre non posso che ammirarla per la prontezza ed il riguardo, cautamente mirato, con cui ha scelto i termini per esprimere i suoi pensieri...

Indubbiamente lei è una persona molto colta, che ha avuto più di una normale vita per raccogliere esperienze, ma suppongo che di alcuni eventi, che l’hanno formata, ne avrebbe fatto volentieri a meno, come della crudeltà che impone la guerra!

Mi è sembrato che lei abbia una percezione della vita influenzata anche dal senso della morte, forse quella dei suoi amici più cari, e una sua frase mi ha colpito, ma non me la so spiegare, quando ha detto che guardandosi allo specchio ha paura di quello che vede! Ma perché?

Io intanto farò tesoro dei suoi insegnamenti che rinforzano, con la sua autorevolezza, ciò che altri mi avevano già ispirato, ovvero riflettere sempre prima di agire, cercando sempre una soluzione pacifica.

Dittatura e torture

Non è nemmeno stato noioso, perché ha aggiunto all’argomento informazioni terribili, ma interessanti...che ci hanno fatto capire quanta crudeltà esisteva a quei tempi...per esempio l’obbligo, per i ragazzi, di frequentare solo le organizzazioni fasciste... oppure la discriminazione razziale contro gli Ebrei...però erano persone come tutti...e non è giusto quello che hanno subito, oppure immergere gli oppositori politici in una vasca colma d’acqua, fino a farli soffocare...

Ascoltandola e guardandola mi sono domandata quali segni, tutto questo, abbia lasciato sulla pelle e nella mente di una persona..ma lei a quei tempi era un adolescente, e poi un giovane, e non ci ha nascosto, che inconsapevole di tanti fatti accaduti, si sentiva semplicemente orgoglioso, specialmente dopo la conquista della Libia, di vivere in un Paese tanto potente, forte e autorevole.

Qualche dubbio ha cominciato a tormentarla vedendo sparire i suoi amici ebrei, vedendo fuggire conoscenti e parenti...ciò l’ha portata a maturare la convinzione, condivisa pienamente da noi, che il nemico peggiore dell’Uomo è la guerra, perché lo induce a commettere atti inimmaginabili!

Ancora grazie per averci trasmesso la consapevolezza che la guerra, in qualunque sfumatura o denominazione, è sbagliata e disumana, annullando, definitivamente, l’ambiguo concetto di guerra giusta!

Io sono d’accordo con lei sull’ultima frase che ha detto:

“ ragazzi non combattete mai le guerre, ma combattete con l’intelligenza e con il pensiero...”

Amici e Nemici

Quanta vergogna provarono i soldati italiani quando furono costretti ad attaccare Sorella Francia? Amica ed alleata in tante precedenti battaglie? Quanta delusione provarono i soldati francesi che aspettavano il nostro attacco con le lacrime agli occhi? E gli Jugoslavi, e gli Albanesi, e i Greci?

Ma come evitare l’amarezza, come lei ha provato di recente, in vacanza in Grecia, quando qualcuno, sentendo che lei era italiano, ancora continuava a trattarlo da invasore e usurpatore, da nemico...?

I Partigiani e le rappresaglie

...Per esempio mi avevano detto che i Partigiani entravano nelle case e distruggevano tutto, oppure rubavano il cibo di chi ne aveva già poco...

Ma dopo la sua testimonianza ho capito un po’ le ragioni di queste azioni: prendevate da mangiare dagli altri perché dovevate nascondervi per condurre la lotta, ma avevate bisogno di mangiare e di bere...come tutti...

...io ho sentito dire che voi Partigiani usavate fare rappresaglie verso la popolazione civile e verso i vostri stessi compagni, per esempio la strage di Porzus...

Dopo averla ascoltata penso che cercherò di informarmi meglio e di capire le ragioni di tutti...

Lingue e Paesi

Ascoltandola ho capito che la guerra deve averla ferita, cambiata, ma anche istruita, infatti lei conosce molte lingue come il croato, l’inglese, il tedesco, l’italiano e il francese...

...il suo intervento mi è piaciuto anche perché ho incontrato una persona che conosce la mia lingua e qualcuno a cui piace la ex Jugoslavia, il mio Paese...

Anche mio nonno ha vissuto la seconda guerra mondiale e quella del 1992, nella quale ho perso molti parenti, ma non mi racconta molto perché viviamo lontani...

La Costituzione

Da questo incontro ho capito ulteriormente quanto sia importante la nostra Costituzione, quell’insieme di leggi che rende l’Italia una Repubblica democratica fondata sul lavoro, e che, davanti alla Legge, ci rende tutti uguali, indipendentemente anche dalla nostra opinione politica.

E per garantire sempre maggiori diritti non bisogna mai rinunciare a lottare, consapevoli che l’unica arma efficace, anche se tuttora appare piuttosto debole, rimane quella del rispetto reciproco, dell’ascolto reciproco, del dialogo!

Con affetto

I ragazzi della III B

Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Aprile 2009 10:43