Proposta di layout per una rivista scientifica


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Salve, cari lettori.

Siamo orgogliosi di presentarvi la prima edizione della nuova rivista di scienze “Archimede”.
Questo mensile si propone di fare apprezzare ad un vasto pubblico i temi più attuali ed interessanti legati all’universo scientifico. Con un linguaggio semplice e diretto verranno presentate le conquiste più significative dell’attuale ricerca scientifica. Vi chiedete perché dovreste leggerlo? Perché attraverso questa rivista potrete essere costantemente aggiornati sull’evoluzione del progresso e potrete arricchire il vostro bagaglio culturale.

Questo giornale è stato ideato da Giovanni e da Christian sotto la supervisione del Prof. Beltrame.

Arriva la rivoluzione cell-chip

circondato da una serie di otto elementi calcolatori connessi tra di loro. Davvero rivoluzionaria la processazione delle informazioni e la velocità di calcolo, che procedono non più linearmente, ma sinergicamente e a brandelli (chunks) all’interno della singola cellula.
Strabilianti, a quanto dicono i produttori, le capacita del chip che superano di ben dieci volte quelle del più moderno computer attualmente in commercio. Ma se la commercializzazione non e ancora stata definita, certa sarà la macchina su cui il processore sarà lanciato: la nuova Sony PlayStation3.
Sempre più spesso le innovazioni che riguardano il mondo dell’informatica sono tratte da quello della biologia. Anche per quest’ultima indiscrezione, lasciata trapelare da una joint venture siglata tra i tre colossi Sony, Toshiba e IBM, si fa riferimento al dizionario della biologia.
Le tre grandi, infatti si apprestano
a lanciare sul mercato informatico un nuovo e rivoluzionario microchip, destinato a sconvolgere gli equilibri esistenti, e soprattutto a far tremare l’attuale leader di mercato Intel.
Il cell-chip (chip-cellula) avrà una nuova architettura basata su un nucleo (un processore della famiglia IBM power)

I nuovi robot sempre più simili agli insetti

Robot che si orientano al buio o in ambienti pericolosi utilizzando antenne artificiali che imitano quelle degli insetti. A costruirli è stato uno studente di ingegneria dell'università americana Johns Hopkins. Proprio come le antenne di insetti come gli scarafaggi, l'antenna artificiale invia segnali direttamente al ''cervello" di un robot che si sposta su ruote e che può così muoversi agilmente lungo le pareti, girare dietro gli angoli ed evitare ostacoli. L'antenna promette di essere uno strumento più efficiente della telecamera su cui si basa la visione di molti robot, soprattutto in ambienti poveri di luce. Per questo l'ingegnere meccanico Noah Cowanha ha deciso di puntare sul senso del tatto, ispirandosi agli insetti che, come gli scarafaggi, hanno dimestichezza con il buio.