Ricordando l'Olocausto

"L'auditorium era completamente ammutolito, il vuoto del silenzio avvolgeva tutti, si sentiva solo qualche innocente starnuto. In quel momento i nostri cuori erano uniti da un profondo legame che andava al di là delle differenze d'età, razza e cultura. Mi sono sentita molto unita alla mia generazione".

Queste sono le parole di un'alunna della scuola media di Tricesimo, dopo aver partecipato ai minuti di silenzio in memoria dell'olocausto degli ebrei.

L'ingresso di Auschwitz.L'ingresso di Auschwitz.

Giovedì 27 gennaio scorso, infatti, come da tre anni a questa parte, si è celebrata "la giornata della memoria", istituita per ricordare il genocidio degli ebrei e dei prigionieri dei lager, durante la seconda guerra mondiale.

Ogni cittadino italiano ha potuto esserne al corrente in quanto nei giorni precedenti sono stati presentati articoli, film, rappresentazioni sulla vita dei detenuti nei campi di concentramento e nei ghetti.

Anche la scuola media di Tricesimo nel suo piccolo si è organizzata per i due minuti di silenzio.
Dopo le undici e venti, alla fine della ricreazione, gli alunni sono stati condotti nell'auditorium della scuola. Qui hanno partecipato alla commemorazione.

Alcuni ragazzi delle seconde e delle terze hanno letto gli articoli di legge che istituiscono la "giornata della memoria" per il ventisette gennaio. Sono state anche recitate poesie e racconti dell'italiano Primo Levi, superstite del peggior campo di concentramento: Auschwitz.

ANCHE LA SCUOLA MEDIA DI TRICESIMO HA CELEBRATO LA GIORNATA DELLA MEMORIA.

Queste opere sono state scelte in quanto rappresentano bene le sofferenze e le atrocità vissute nei lager: lo stesso Primo Levi si suicidò perchè incapace di convivere con il ricordo.
Per questi motivi è stato proiettato il film "La Tregua" che rappresenta correttamente la storia della liberazione di Auschwitz.

Durante tutto lo spettacolo i ragazzi hanno mantenuto un comportamento corretto e riflessivo, atteggiamento che è molto raro. In seguito, alle undici e cinquantasette, è stato annunciato il tempo del silenzio: per due minuti tutto si è fermato.

La recinzione di AuschwitzLa recinzione di Auschwitz.

A quell'ora, sessant'anni fa, i russi liberarono Auschwitz dove trovarono uomini "morti viventi" dagli occhi lucidi, incapaci di trovare gioia nella liberazione.

Il silenzio è stato condiviso da tutta la scuola: anche i ragazzi più turbolenti hanno partecipato a questo rito importante per la loro educazione.
Alcuni hanno pianto.

Io ero fra i presenti e sono rimasta colpita dall'importanza data all'avvenimento. E' mia opinione che per migliorare bisogna imparare dagli errori del passato.
Il lutto di un popolo non può essere dimenticato, deve rimanere nella memoria per testimoniare a che crudeltà può arrivare l'uomo. I giovani d'oggi saranno i cittadini di domani e, se sapranno distinguere tra il giusto e lo sbagliato, il mondo potrà progredire, liberandosi dalle vergogne commesse.

Quando il tempo del ricordo è scaduto, tutti sono ritornati in classe consapevoli di aver contribuito alla riparazione delle colpe dell'umanità.