La none di Marta e conte...
La none di Sandrine, la siore Marie e conte...


Laboratorio di Scarpets

La nonna di Marta racconta...

Io sono nata a Treppo Carnico, nel 1919.
Ho imparato a cucire scarpets da piccola, guardando mia madre e cosģ... d'inverno e la sera, dopo i lavori nei campi, stavo seduta a cucire i scarpets: ne facevo di tutte le fogge, per grandi e bambini.

donne al lavoro
Sceglievo con accuratezza vecchi vestiti, tovaglie lenzuola ormai logore, li tagliavo a rettangoli sovrapponendoli uno all'altro e li stiravo col ferro a brace fino ad ottenere uno spessore di due centimetri.

Era il momento dell'imbastitura: affinché la stoffa rimanesse unita, appoggiavo lo stampo, puntandolo con degli spilli, sul pacchetto di stoffa.
Con il “tajo scarpets”, una specie di coltello affilatissimo, con singolare abilitą tagliavo la stoffa lungo il profilo.

La suola era pronta per essere cucita a punti fittissimi; operazione faticosa che richiedeva dita forti e mani sicure, per far passare lo spago, impastato ripetutamente nella cera d'api, da un lato all'altro della suola.
Procedevo, poi, con la tomaia: la parte esterna, che tradizionalmente era di velluto nero, era foderata da tessuti resistenti, ripassati nelle cuciture e con l'orlo profilato da una fettuccia di lana nera o rossa.

... le donne di Paularo, nella valle del Chiarsņ, abbellivano la tomaia con fiori ricamati, un mughetto, una viola, ma io, della Valle del But, li facevo cosģ...semplici, senza motivi floreali, come nella tradizione carnica.

alunni al lavoro

I scarpets per tutti i giorni non erano di velluto, troppo costoso, ma di panno o tessuti grezzi e la pianta veniva rinforzata con un triangolo di colore diverso, “il puntal”, poi cucito a punto crocetta con lana colorata.
Poi univo la tomaia alla suola, aggiungendo una cordella robusta, cucivo con un ago dalla punta triangolare e tagliente con uno spago di canapa, praticando nella suola con il sobillo, una specie di punteruolo, alcuni fori, per far scorrere meglio l'ago e lo spago.
I scarpets erano pronti.
Se erano per i bambini aggiungevo una fettuccia di velluto, cucita ad un'estremitą e abbottonata all'altra, cosģ gli scarpets restavano ben saldi al piede.

Durante le guerre i scarpets erano merce di scambio per procurarsi il cibo.

La none di Marta e conte...
scarpets

Io o soi nasute a Trep in te Cjarnie, tal 1919.
O ai imparāt a cusģ di picciule, cjalant me mari e cusģ... d' invier e la sere, dopo i lavōrs tai cjamps, o stevi sentade a cusī i scarpets: o' ndi fasevi di plui tipos, par grancj e fruts.

O cirivi vistīs vecjos, tavuais, linzui consumāts, ju taavi a retangui e ju metevi un parsore chel altri, ju stiravi cul fiźr cu lis boris fin a tant che o otignjvi un spessor di doi centimetros.

Al jere il moment di imbastī: dāt che la stofe e veve di restā unide, o poavi il stamp cui spilos su la stofe.
Cul “tajo scarpets”, une specie di curtis o taavi la stofe di lunc l' ōr dal disegn.

La suele e jere pronte par jessi cuside a punts strets; lavōr fadiōs: a bisugnave vź dźts fuarts e mans siguris, par fā passā il spali, mitūt in te cere des āfs, di une bande e di che altre de suele.
Daspņ o preparavi la tomāe: la part esterne che e jere di vilūt neri, sfodrade cun tessuts resistents ,o cusivi intor l'ōr une curdele di lane nere o rosse.

un albero di natale un po' particolare...

...lis feminis di Paulār, in te Vāl dal Cjarsņ, a ricamavin su la tomāe rosutis: un mughet, une viole, ma jo...de Val dal Būt, o ju fasevi cussģ... sempliēs, come che si use in Cjargne.

Scarpets par ducj i dīs no jerin di vilūt, masse cjār, ma di panno, o tissus sempliēs e la plante e vignive rinfuarcide cun un triangul di colōr diviźrs, il puntāl, ch'al vignive cusīt a punto croce cu la lane colorade.
Jo o cusivi la tomae ae suele, o cusivi une curdele fuarte cuntune gusele a spice triangolār cuntun fīl di cjanaipe, e cu la furducje, une specie di sbusčt, o fasevi cualchi buse, par fā passā miōr la gusele e il spali.
I scarpets a jerin pronts
Se a jerin pai frūts, o cusivi une curdele di vilūtin di une bande, e di che altre o mttčvi un botņn. Cussģ i scarpets a restavin ben tal pīt e a no scjampavin.

Cuant che e jere la vuere, i scarpets a servivin par procurasi alc di mangjā.



Tricesimo, marzo 2005
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