Storie di STREGHE e di ERETICI per raccontare l'Inquisizione in Friuli dopo il Concilio di Trento.


Menocchio, un eretico in Friuli

Domenico Scandella, detto MENOCCHIO "Eretico", nacque a Montereale, in Valcellina, nel 1532 e lģ visse per quasi tutta la vita.
Era sposato, aveva sette figli (quattro erano morti in tenera etą).
Faceva il "monaro", cioč il mugnaio, ma sapeva fare anche altri mestieri, “marangon, segar, far muro”.
Era stato podestą del Comune di Montereale, sapeva “leggere, scrivere ed abaco”.

Il 28 settembre 1583, a 51 anni, fu denunciato per aver cercato di diffondere le sue opinioni sul mondo e su Dio: Menocchio criticava i prelati e l’oppressione dei ricchi sui poveri attraverso l’uso del latino nei tribunali, lingua incomprensibile per il popolo.
Voleva un nuovo modo di vivere.
Dopo una serie di interrogatori fu giudicato innocente e poté ritornare a casa.
Ma la sua storia non finisce qui: fu denunciato una seconda volta, processato e condannato al rogo.
Era il 1599.

Domenico Scandella, sorenomenāt MENOCCHIO “Eretic”, al č stāt giustiziāt par ordin dal Sant Uffizi.
Al nas a Montreāl Valceline intal 1532 e lģ al a stāt par cuasi dute la vite.
Al jere maridāt, al veve siet fīs (quatri a jerin muarts giovins).
Al faseve il mulinār, ma al saveve fā tancj mistīrs, come il marangon e il muredōr.
Al jere stāt podestā dal comun di Montreāl, al saveve lei, scrivi e fā di cont.

Il 28 di setembar dal 1583, a 51 ains, al č stāt denunciāt par vź cirūt di sparniēā lis sōs impiniōns sul mont, su Diu. Meni al criticave i predis e la violence che i siōrs a fasevins ai puars doprant il latin intai tribunai. Nissun intal popul al saveve il latin.
Meni al voleve un gnūf mūt di vivi.
Dopo tantis domandis e proces al č stāt gjudicāt inocent e al č stāt mandāt a cjase, ancje se al veve di lā atōr cuntun “habitello” cu la crōs.
La storie no finis a chi: Meni al č stā denunciāt une seconde volte, processāt e condannāt a jessi brusāt.
Al jere il 1599.

Meni e la sua famiglia

Menocchio, la moglie e suo figlio Zianutto
Meni, la so femine e so fi

"Menocchio faceva il mugnaio, ma sapeva leggere, scrivere e abaco".
"Al faseve il mulinār, ma al saveve lei, scrivi e fā di cont".

L'inquisitore, il notaio e Giuliano

In tribunale anche Giuliano, amico di Menocchio viene interrogato.
In tribunāl al ven sintūt ancje Zuian, un ami di Meni

Nella foto si vedono l'Inquisitore, il Notaio e Giuliano.
Inte foto si viodin l'Incuisitōr, il nadār, Zuian.

Menocchio chiede consiglio

Menocchio č preoccupato perchč l'inquisizione sta indagando su di lui.
Egli chiede consiglio al amico Giovanni


Menģ al č preoccupat parcč che l'Inquisizion e sta indagant su di lui.
Lui al domande un consei al ami, pre Zuan

La prima sentenza

In tribunale: la prima sentenza.
Menocchio, il Carceriere, il Notaio, l'Inquisitore

In Tribunal: la prime sentence.
Meni, il guardian, il nadār, l’Incuisitōr

Verrą poi la seconda condanna e infine ... il rogo!

la classe 3ª D
Gli attori della classe 3ªD

Nella nostra storia Menocchio viene perdonato e rimandato a casa, ma in realtą il povero mugnaio di Montereale Valcellina viene mandato a morte sul rogo dal tribunale dell' Inquisizione

Inte nestre storie Meni al ven perdonat e mandat a cjase, in te realtat il puar mulinar di Montereal Valcelline al ven mandat a murģ sul fuc dal Tribunal de Incuisizion.




Tricesimo, marzo 2005
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