Storie di streghe e di eretici per raccontare l'inquisizione in Friuli dopo il Concilio di Trento


La finestra delle streghe

Il balcon des striis
disegno di Giorgia T.

Domenico era un bambino a cui piaceva andare in giro, per scoprire sempre qualcosa di nuovo.
Un giorno lo incuriosģ la leggenda di tre vecchiette che vivevano da sole, nel mezzo di una pianura, e mai nessuno le aveva viste uscire di casa.

Meni al jere un frut che i plaseve lā a tōr par scuviargi simpri alc di gnūf.
Une dģ i vignī une curiositāt su la liende di tre vecjutis ch'a vivevin dibessolis, intal mieē de planure, e che mai nissun lis veve viodudis jessi di cjase.

disegno di Giorgia T.

Domenico decise di andare a spiare: le vecchiette saltavano in giro per la cucina come grilli, poi toglievano dall’armadio un “cit” e una alla volta si ungevano i piedi e volavano su per il camino.

Meni al cjapā la decision di lā a spiā lis vecjutis: chźs a saltavin ator pe cusine come griis, daspņ a gjavavin da l’armār un cit e une a la volte si ongevin i pīts e a svolavin sł pal camin.

disegno di Giorgia T.

Una sera Domenico venne scoperto, fu legato e portato a casa di un omaccione, amico delle streghe, che pareva un diavolo.

Une sere Meni al vignģ scuviārt, al fņ peāt e puartāt a cjase di un omp grant e gruźs, amī des striis, ch'al pareve un diaul.

disegno di Giorgia T.

Domenico diventņ lo schiavo dell’omaccione che gli promise di liberarlo quando le scarpe di ferro, che gli aveva messo ai piedi, si sarebbero consumate. Era impossibile!

Meni al deventą il sclāf da l’omp grant e gruźs che i fasč la promesse di liberālu cuant che lis scarpis di fiār che i veve mitudis intai pīts si saressin consumadis. Al jere impussibil!

disegno di Giorgia T.

Il bambino passņ molto tempo a lavorare, fino a quando gli apparve un giovane con il vestito turchino che gli disse: “Vai a raccogliere un po’ d’erba in quel prato laggił, dalla al tuo asinello e metti le scarpe sotto la sua pipģ, vedrai che si consumeranno!”

Il frut al passą tant timp a lavorā, fintrimai che si viōdč denant un zovin cul vistīt turchin che i disč: “ Va a cjapā-sł un pōcje di jarbe intal prāt lą jł, dale al to mus e met lis scarpis sot dal so pissin, tu viodarās che a si consumaran."

disegno di Giorgia T.

Detto fatto: Domenico seguģ le sue indicazioni.

 

Subit Meni al fasč chel che i veve dit il frut.


disegno di Giorgia T.

Finalmente le scarpe si consumarono. Domenico le mostrņ all’omaccione.
Questi infuriato svanģ tra fuoco e fiamme.

Lis scarpis si consumarin. Meni lis fasč viōdi a l’omenat.
Chest plen di rabie al sparģ jenfri fūc e flamis.



Tricesimo, marzo 2005
La pagina č stata curata da Davide