Una ricerca sull'arte a Tricesimo e dintorni, eseguita da alunni della Sms di Tricesimo nell'ambito del Tempo Prolungato


A 15 Km a nord di Udine e a 180m sopra il livello del mare sorge Tricesimo, là dove finisce l'alta pianura friulana e inizia l'anfiteatro morenico del Tagliamento.

Date le caratteristiche del clima, l'andamento collinare del territorio e il fatto di essere attraversato da un'importante strada statale, la Pontebbana, Tricesimo è un paese densamente abitato. Ha infatti una densità abitativa di 400 ab/kmq. Gli abitanti lavorano prevalentemente nel terziario, soprattutto nel commercio.



1.

Cittadina di origine romana, come si deduce dal nome stesso che significa "località a trenta miglia da Aquileia", presenta però poche tracce di quest'epoca (una lapide, un tratto di cortina muraria, un pezzo di strada romana), mentre più significative sono quelle di epoca medievale, come il castello Valentinis e alcune chiese votive, o di epoca rinascimentale. Poche le tracce particolarmente significative dell'epoca attuale.



2.

Borgo Sant'Antonio che congiunge P.zza Verdi con P.zza Garibaldi è stata l'antica Pontebbana fino agli inizi di questo secolo. Le abitazioni che lo costeggiano, in serie continua, sono in buona parte caratterizzate da un ampio portone che dà sul cortile interno, elementi tipici delle case contadine.


3.

Percorsa via S. Antonio, si arriva in P.zza Garibaldi. L'edificio più significativo, che si affaccia sul lato destro della piazza, è quello che ospita la canonica. La facciata, simmetrica, presenta quattro ordini di finestre. La finestra centrale del primo piano è circondata da affreschi del XV secolo ed è archivoltata con chiave di volta.



4.

Ecco come si presentava ieri e come si presenta oggi il lato nord di P.zza Garibaldi. La birreria e l'edificio retrostante, detto Giudìsin in quanto era la sede del tribunale dove si giudicava, sono stati abbattuti, per lasciar posto a un pergolato di glicine, a una fontana ed a un parcheggio.




5.

L'edificio in stile vagamente neoclassico come si può ricavare dal tipo di arco usato e dal porticato, tra P.zza Garibaldi e la Pontebbana, oggi è sede di una banca, mentre un tempo la famiglia Cosani, che ne era proprietaria, lo aveva destinato a esposizione di mobili e a negozio di tessuti. Probabilmente risale agli anni trenta come si legge nel cartiglio della meridiana dove, accanto alla data 1935, si legge anche anno 13° dell'era fascista. Significativa la scritta in latino UMBRA NON TEMPUS REDIT, cioè ritorna l'ombra (l'ora è la stessa) ma non il tempo.



6.

Facciata della chiesa madre di Tricesimo, dedicata a Santa Maria della Purificazione. La chiesa nella sua attuale veste architettonica risale al XVIII secolo. In precedenza c'era una chiesa gotica a tre navate per la quale il Bissone scolpì il suo famoso portale e le due statue che sono ora collocate nelle due nicchie della facciata. La testa d'angelo in altorilievo funziona da chiave di volta del portale d'ingresso.



7.

Ex portale d'ingresso del duomo di Tricesimo , scolpito fra il XV e il XVI secolo da Bernardino da Bissone, ora visibile sul lato sud. Nell'arco a tutto sesto è inserita una conchiglia concava e simmetrica che crea un effetto tridimensionale. Nella curva interna sono scolpiti i simboli degli evangelisti. Negli stipiti si intrecciano figure pagane e cristiane. La fenice e il pellicano, che completano gli intrecci simboleggiano rispettivamente la Resurrezione e l'Amor Divino. Tutti questi elementi sono tipici dello stile rinascimentale.

8.

A nord di Tricesimo sorge il Castello Valentinis che risale almeno al XIII secolo. I Di Montegnacco, che ne ricevetterro l'investitura in momenti diversi, edificarono la cappella gentilizia affrescata dal pittore Amalteo (XVI secolo). Di particolare interesse è l'affresco che rappresenta il territorio fra Udine e Cassacco con i castelli di Udine, Tricesimo e Montegnacco. Il castello deriva il nome dalla famiglia Valentinis che ne ricevette l'investitura nel XVII secolo e che gli conferì l'aspetto attuale. Il corpo centrale presenta nella facciata, nella forma delle finestre, nell'uso del bugnato, le caratteristiche dello stile rinascimentale.

9.

All'incrocio tra la Pontebbana e via I° Maggio, si trova l'edificio Mobilcasa dell'architetto contemporaneo Marcello D'Olivo. L'edificio fu progettato nel 1955 e realizzato nel '57. La pianta di forma ellittica risolve in modo originale lo spazio ad angolo che l'architetto aveva a  disposizione. Il piano superiore, arretrato rispetto al piano terra, crea un effetto di pieno e di vuoto che conferisce all'opera leggerezza, cui concorrono l'uso del vetro e la forma curvilinea del tetto che ricorda lo scafo di una barca. Quest'opera è forse l'unica che in Tricesimo permette di distinguere in modo significativo l'architettura di questo secolo da quella dei secoli precedenti.

10.

Il borgo medievale di Laipacco è particolarmente ricco di elementi di architettura raffinata e spontanea come la chiesa gotica di San Giuseppe e il portone di accesso alle abitazioni rurali di villa Orgnani, portone del XVIII secolo che presenta elementi romanici come le arcatelle cieche. La chiesa votiva di San Giuseppe (fine XV secolo) presenta elementi gotici come la finestra ogivale trilobata e l'arco absidale a sesto acuto. I lavori di restauro nel 1969 hanno portato alla luce affreschi del Thanner, in cui si racconta la vita di Cristo, dall'Annunciazione fino alla consegna del suo messaggio agli evangelisti. Interessante dal punto di vista storico la figura del camerario che commissionò al Thanner l'opera e la scritta che ricorda che nel 1524 il lavoro era stato ultimato dal pittore Thanner sotto il camerario Jacum de Michel.



11.

Due esempi di fontane in pietra che in passato caratterizzavano ogni borgata in quanto non c'era la rete dell'acquedotto. Queste fontane fornivano l'acqua per usi alimentari, per abbeverare gli animali, per lavare i panni, per l'igiene personale. La presenza di più vasche, una delle quali è dotata di lavatoio, sta a significare diversi tipi di funzione. Oggi svolgono solo una funzione di arredo urbano.

12.

Villa Cantoni, forse la più imponente tra le ville signorili di Ara, sembra risalire, per le sue caratteristiche architettoniche, al 1600. É costituita da un corpo centrale rilevato rispetto ai due laterali che si articolano su due piani e un seminterrato. La facciata è un tipico esempio di simmetria centrale: sull'asse di simmetria si collocano il portone d'ingresso al primo piano e un comignolo sul tetto. Due abbaini nei corpi laterali di destra e di sinistra sottolineano l'armonia della facciata. Qui è stata disegnata una meridiana che ha lo stesso motto di quella di piazza Garibaldi a Tricesimo: "umbra non tempus redit".

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